#4 le 7 cose che ogni ristoratore dovrebbe sapere: il servizio

Premetto che non amo particolarmente quei ristoranti impomatati, dove hai una pletora di ferraglia in tavola dal dubbio utilizzo, e in cui c’è il maitre, il sommelier, il cameriere che ti versa il vino, quello che ti versa l’acqua.. insomma, sono più il tipo da pasta e fagioli, però devo dire che tra quello e il self-service c’è anche la giusta via di mezzo.

Ho svariati amici che hanno fatto i camerieri, gente che s’improvvisava per raggranellare qualche soldino, per cui conosco tutte le difficoltà del mestiere (soprattutto quello improvvisato..), ed ammetto anche che c’è in giro un sacco, direi troppa, gente che pensa di essere l’imperatore Nerone e che i camerieri siano i propri schiavi, con la scusa che “pago quindi pretendo”: per carità, quest’ultimo concetto ci sta nella misura in cui c’è l’educazione e il buonsenso da entrambe le parti. Partendo da queste premesse, ciò che è importante che il ristoratore sappia, è che il più delle volte l’unica faccia che vediamo al ristorante o alla pizzeria è quella del cameriere, e dell’oste ce ne ricordiamo solo quando è ora di pagare, per cui è indispensabile che queste persone non solo siano informate su quello che devono fare, ma siano soprattutto “educate” alla professione, che è “servire e non essere servili”, come diceva lo zio di Benigni ne “La vita è bella”.

Le doti di un buon cameriere? Gentilezza, saper dosare la velocità a seconda delle situazioni, cortesia, solerzia, educazione, un pizzico di competenza sulla cucina che si propone.

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