#6 le 7 cose che ogni ristoratore dovrebbe sapere: l’ambiente

Va bene, è deformazione professionale, però vi assicuro che “l’ambiente”, inteso come l’arredamento e la presentazione dei locali, è fondamentale quasi come il cibo che mangiate in un ristorante, e non ne faccio solo una questione di gusto; infatti una sedia scomoda, un tavolo troppo alto o troppo basso, mal apparecchiato o con tovaglie scialbe o lise, locali illuminati poco o male, con tinte improponibili alle pareti ecc ecc sono dettagli che vengono dotati consciamente da quelli come me, che se ne occupano e li vanno a cercare, ma anche da chi a queste cose non ci fa caso, perché rimangono a livello di sensazione e prima o poi vengono fuori.

Quante volte capita, che dovendo scegliere tra uno o più locali, se ne scelga uno al posto di un altro, anche se si mangia egualmente bene in entrambi, perché “ha qualcosa in più”? Quel qualcosa in più, 2 volte su 3, è il comfort dell’ambiente.

Quindi, messaggio per i ristoratori: avere un cesso di locale o un bel locale costa uguale, se lo guardiamo in un’ottica di costi/benefici, quindi fate del vostro meglio per abbellire il locale ma soprattutto affidatevi ad un professionista… non fate i soliti fai-da-te, che poi si vede (ve l’assicuro!).

p.s. leggevo anni fa in un articolo che le grandi catene di fast food sparano aria fredda sugli avventori e mettono sedie scomode per favorire il ricambio dei clienti… ristoratore incauto, queste tecniche funzionano solo nei Paesi dove non hanno la cultura del cibo 😉

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#7 le 7 cose che ogni ristoratore dovrebbe sapere: il bagno

Per lavoro mi capita spesso (diciamo almeno una volta al giorno) di mangiare in ristoranti, tavole calde, bar o similari, e siccome sono un pignolo (bastardo), ho la tendenza a notare ma soprattutto annotare tutto, per cui ho avuto l’idea di scrivere questi post con la speranza che qualche ristoratore li legga, e faccia un po’ di autocritica, che non fa mai male.
Capisco tutto, la crisi, la concorrenza spietata, l’allineamento dei pianeti, ma ho ridotto all’osso le 7 cose su cui non si può soprassedere.

Punto #7: il bagno

Sarò banale, materialista e pragmatico, ma non puoi avere un ristorante ultrafigo, à la paige, e poi avere un bagno con le piastrelline verdi anni ’70, congelato d’inverno e infuocato d’estate (finestre sempre aperte), con il portasapone mancante o sempre senza sapone e neanche un tozzo di carta riciclata per asciugarsi le mani. Quando non manca la carta igienica e puzza come le fogne di Calcutta.
Puoi anche stupirmi con gli apetitizer,  la cucina fusionil sommellier e il matre, ma poi se il bagno è un cesso vuol dire non solo che non sei coerente, ma che mi colpisci nell’intimo, nel momento del bisogno: fuori hai il parcheggiatore in livrea e poi se devo fare pipì devo attraversare un cortile innevato e orinare in un bugigattolo che ha visto l’ultima volta un Mastro Lindo quando aveva ancora i capelli?

È una questione di rispetto della persona: il bagno deve essere allo stesso livello del locale, se non un gradino più in su – è importante e non è un particolare trascurabile “perché la gente qui ci viene per mangiare, non per fare pipì”. Soprattutto per un italiano, mangiare è un’esperienza estatica che coinvolge tutti i sensi, e non puoi rovinarmelo con il cartello “prendi bene la mira”.